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giovedì 7 marzo 2013

Note Dolci in Pomeriggi Stonati


Di origine piemontese, questi piccoli piaceri uno tira l'altro vantano l'età di ben 200 anni. 
Prendono il loro nome dall'unione delle due semisfere, che danno appunto l'immagine delle labbra femminili in procinto di baciare.
Proposte e riproposte grazie alla maestria di numerosi pasticceri, noi ve le presentiamo con la seguente preparazione:

Di cosa avete bisogno:

Mandorle 175 gr
Zucchero 125 gr
Farina 175gr 
Burro 125gr
Cioccolato Fondente 125gr
Tuorlo 1 


Come Funziona:

Immergete le mandorle in acqua bollente, pelatele e poi tritatele finemente nel frullatore con lo zucchero.Versate il composto ottenuto sulla spianatoia e formate la fontana aggiungendo la farina. 
Al centro mettete il burro ammorbidito ed impastate. Fate riposare l'impasto in frigorifero per mezz'ora. Preparate tante palline grandi come una nocciola che metterete sulla teglia del forno imburrata ed infarinata. Cuocete a forno moderato (150°) per circa 20'. Lasciatele raffreddare. Intanto sciogliete il cioccolato a bagnomaria; incorporatevi un tuorlo d'uovo. Passate un dolcetto con la parte piatta nel cioccolato ed unitelo ad un altro. Potrete conservare i baci di dama diversi giorni in un vaso di vetro chiuso ermeticamente.

Buon Divertimento Amici ;)







giovedì 28 febbraio 2013

La Puddhica Pasquale ... il Salento fra Gusto e Tradizione

La Puddhica Salentina

Denominata "Cuddhura" detiene numerosi sinonimi come: Cuddhura cu l’oe, palomba, palummeddhra, panareddhra, puddhica, puddhica cu l’oe o Puddhricasciu.


Cuddhura, dal bizantino kollùra, è un tipico dolce pasquale di antichissima origine e diffuso in tutto il Salento, ove da paese a paese, assume le più diverse denominazioni quali: cuddhure cu l’oe, palombe, palummeddhre, panareddhre, ecc…. .
Oggi sono preparate anche  in versione dolce con della pasta da biscotti (Panareddhra). Ma non è stato sempre così: originariamente, infatti, erano preparate con della comune pasta di pane sagomata a forma di colomba, panierino, galletto, bambola e guarnite con uova con il guscio. La pasta veniva semplicemente pennellata in superficie con l’uovo sbattuto per conferirgli un aspetto lucido, esteticamente più accattivante. Era un pane rituale e come tale non si pretendeva che dovesse avere un sapore particolarmente grato. In passato, durante la Quaresima si manteneva uno stretto digiuno durante il quale era rigorosamente vietato “‘ncammarare” ovvero consumare carne uova e persino formaggio, quindi quando il mezzogiorno del Sabato Santo cadeva il panno e le campane annunziavano la Resurrezione, si rompeva immediatamente il digiuno, mangiando questa sorta di ciambella con le uova.
Quelle a forma di animale (solitamente galletto) o di bambola, venivano donate ai bambini e nessun giovane da ragazzo poteva esimersi dal regalarne una, generalmente a forma di panierino, alla “zita” . Tradizioni analoghe permangono nelle altre province della Puglia, ma anche in Grecia e, soprattutto, in Albania.
In Puglia la tradizione è ancora molto osservata ma oggigiorno è più probabile che siano preparate a base di pasta dolce.

Noi vi consigliamo questo procedimento.

Di cosa avete bisogno:

1 kg di Farina
300 gr di Zucchero
230 gr di Burro 
5 gr di ammoniaca
8 uova 
8 uova per farcire 

Come Funziona:

Ponete la farina su una spianatoia e mettete nel centro del cratere lo zucchero, il burro, l'ammoniaca e 8 uova. Impastate tutti gli ingredienti, fino a ottenere una pasta liscia e omogenea. Tirate una sfoglia con il matterello, di circa 4 o 5 mm, poi ritagliate la forma desiderata e ponetevi sopra un uovo con tutto il guscio, che avrete tenuto a bagno in acqua e bicarbonato per una decina di minuti e sciacquato sotto acqua corrente. Bloccatelo con listarelle di pasta, o treccine, ottenute lavorando la pasta stessa, spennellate con un uovo sbattuto affinchè diventi lucido dopo la cottura e decorate con granella di zucchero, codette  colorate o piccoli confetti. Infornate per circa 20 minuti, in forno preriscaldato, a 215°C.

E come sempre Buon Divertimento dal GLAB !

lunedì 11 febbraio 2013

San Valentino 2013 al G LAB

SAN VALENTINO AL G LAB

Una cena dedicata a tutti gli innamorati e a tutti coloro che hanno voglia di trascorrere una serata al fianco della propria anima gemella, in compagnia di ottima musica, di un menù ricercato e della giusta atmosfera ... 


...Flan di Carciofi violetti ai sentori piccanti
Cestino di Pasta Fillo con Verdure Grigliate e salsa acida
Frittelle al Sapore di Mare

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Strozzapreti al Ragù di Pesce Spada con Pomodorini, Rucola e Peperoncino



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Calamaro Ripieno, Cous Cous Mediterraneo, Salsa al Pesto di Capperi


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MilleFoglie con Crema di Nocciole, Panna fresca montata e Salsa ai Frutti di Bosco



Flủte di Prosecco e Coperto inclusi € 15.°°  pp


E.... per chi non lo sapesse, piccole curiosità dal mondo sulla festa di San Valentino 



Il giorno di San Valentino non è una festa d’appannaggio solamente italiano. Ogni Paese nel mondo ha tradizioni da cui si possono attingere idee. Curiosità e divertimento sono assicurati.

In Spagna San Valentino si celebra regalando il simbolo della passione per eccellenza, la rosa rossa. Negli Stati Uniti viene festeggiato da tutti, anche dai bambini che si scambiano biglietti disegnati con i personaggi dei cartoni animati preferiti.

In Brasile, Paese vivace e sede di numerosi siti Unesco, esiste la festa ma in un diverso giorno dell’anno, il 12 giugno e i festeggiamenti iniziano già la sera della vigilia celebrando Sant’Antonio, patrono protettore degli innamorati.

Le tradizioni in Cina, invece, prevedono che il settimo giorno del settimo mese lunare sia una data legata ad una leggenda che narra di un amore impossibile tra una fata ed un comune mortale, separati dalla Via Lattea. Si crede che ogni anno, nel medesimo giorno, gli uccelli creino un ponte affinché i due amanti possano incontrarsi. Nel Paese del sorriso, la Thailandia, ci si riunisce per la Festa degli Innamorati solamente quando si è presa la decisione di sposarsi.

Tra tutti i modi di celebrare San Valentino, forse, la nazione che segue la tradizione più particolare è il Giappone. Questa è una festa è sentita soprattutto dai giovani ed è usanza che le ragazze regalino cioccolatini agli uomini. I destinatari dei regali, però, non devono essere necessariamente mariti o fidanzati ma anche colleghi, amici o datori da lavoro. Gli uomini che hanno ricevuto un regalo per San Valentino, hanno poi l’obbligo di ricambiare un mese dopo, il 14 marzo, donando del cioccolato bianco nella giornata denominata White Day. L’origine della festa risale al 1936 quando la ditta dolciaria Kobe tentò di introdurla in Giappone senza però ottenere successo. Venne fatto un altro tentativo di incrementare le vendite nel 1952 senza variazioni di risultato e solamente nel 1958 la Mary’s Chocolate Company, una ditta di cioccolato di Tokyo, riuscì ad introdurre la ricorrenza che da allora ha acquisito sempre più importanza nel Paese.

Per evitare fraintendimenti, esistono due tipi di cioccolatino: il Honmei choco viene donato solamente al ragazzo di cui si è innamorate mentre il Giri choco è legato a sentimenti di amicizia e riconoscenza.E voi, quale regalerete?

martedì 29 gennaio 2013

GNOCCHI DI ORTICHE CON FILETTO DI SGOMBRO E VERDURINE DI STAGIONE


Le ortiche sono presenza costante della cucina povera d’un tempo; eccole in una preparazione che incontra anche un pesce povero ma ricco di proprietà nutritive: Lo Sgombro dell' Adriatico.

DI COSA AVETE BISOGNO:


Ingredienti per 4 persone
Per gli gnocchi:

500    gr. di patate (provate la varieta Sieglinde di Galatina)
1,1/2 Cucchiaio di amido di mais  ( Maizena)
50     gr. di parmigiano gratuggiato
1      Uovo piccolo
100  gr di foglie di ortica
Farina bianca
Sale
Pepe

Per la salsa

1   Sgombro di 300 gr. circa
1   Carota
2   Coste di sedano
1   Piccolo porro
1   Scalogno 
1 Rametto di salvia
Olio extravergine d’oliva prodotto nel Salento
Vino bianco  
sale  pepe


COME FUNZIONA:


Lavare bene le foglie di ortica e scottarle per 4 minuti in acqua e sale.
Scolare, strizzare e saltare in padella con un filo di olio ed un cucchiaio di scalogno tritato.
Salare a piacere ed aggiungere un mestolino di brodo, Cuocere fino a quando risulteranno quasi asciutte; passare nel mixer e tritare il più fine possibile.
Lavare le patate pressappoco della stessa misura disporle sulla teglia del forno e cuocere a 180° per 40 minuti. Mentre le patate cuociono, sfilettare lo sgombro, spinarlo e ridurre a cubetti. Scaldare un po’ di olio con un cucchiaio di scalogno tritato, aggiungere lo sgombro, aggiustare di sale e pepe lasciare rosolare leggermente e bagnare con un goccio di vino bianco; lasciare evaporare e spegnere il fuoco. Tagliare le verdure a julienne (striscioline sottili)  Scaldare l’olio con poco scalogno e versarvi le verdure, sale,  pepe,  foglie di salvia e a fuoco vivace tenetele mescolate. Quando saranno appassite ma ancora croccanti, unitele allo sgombro già preparato in una padella un pò grande dove poi salterete gli gnocchi.
Cotte le patate, tagliatele a metà e mettetele nello schiaccia patate dalla parte della polpa e schiacciate su un piano pulito, la buccia rimarrà all’interno e potrete eliminarla con facilità rendendo il vostro lavoro più veloce..... .Aggiungete il  parmigiano, l’uovo, l’amido di mais, la crema di ortiche, un pugno di farina bianca,  aggiustare di sale e pepe ed impastare.
Se il composto risultasse troppo duro aggiungere ancora le ortiche passate.
Fare gli gnocchi nel solito sistema e passarli sul dorso di una forchetta per formare dei piccoli solchi dove il sugo entrerà per renderli più gustosi.
Cuocere gli gnocchi in acqua salata, scolarli quando vengono in superficie e saltarli nel sugo caldo per qualche minuto.
Distribuire nei piatti e servire.

E.... ricordate: i menù a km zero devono necessariamente essere anche a costo zero!

Buon Divertimento Amici :)






lunedì 28 gennaio 2013

LE "MENNULE RIZZE"


FORSE NON TUTTI SANNO CHE:


” Le mandorle ricce, detti anche confetti ricci sono un prodotto dolciario tipico della cittadina di Francavilla Fontana ( provincia di BR ),  hanno la classica forma ovoidale dall’ esterno bianco e croccante e l’ interno tenero e friabile.

Le mandorle ricce costituivano prima dell’ universale diffusione delle chiacchiere uno dei prodotti gastronomici tradizionalmente legati al carnevale.

E’ un dolciume povero, ma soprattutto genuino, composto da mandorle, acqua e zucchero, con l’ aggiunta di aromi naturali, come vaniglia e limone. Le mandorle vengono fatte dorare nel forno e successivamente vengono incamiciate nella glassa di zucchero. “



INGREDIENTI:

1 kg di mandorle;
1 kg di zucchero semolato;
10 albumi;
essenza di vaniglia qb.


PREPARAZIONE:
Sbucciate le mandorle dopo averle immerse per qualche minuto nell’ acqua bollente. Lasciatele  asciugare in forno e macinatele prima nel mixer per sminuzzarle e poi nel macina-caffè con lo zucchero per renderle in polvere.

Con le fruste  aggiungete uno alla volta gli albumi fino a raggiungere una consistenza morbida. Con la sacca a poche formate  i dolcetti direttamente sulla carta forno nella teglia da forno, rivestita da carta da forno.

Fate riposare i dolcetti una notte intera ( circa 10 ore ) e infornare a 200° per 15 minuti; i dolcetti dovranno dorare leggermente. Fateli raffreddare e successivamente conservateli in barattoli preferibilmente a chiusura ermetica in modo da renderli morbidi.

Successivamente fate dorare le mandorle in teglia, nel forno a legna. Ancora calde si incamiciano di zucchero  ( sciolto in acqua tiepida ) oscillandole per 1 ora. Si ottiene la ricciatura oscillandole ancora per 2 ore. Si versa la glassa con aggiunta di limone e vaniglia.

I confetti poi vengono posti ad asciugare a temperatura ambiente, in teli di cotone bianco e infine conservati in vasi di vetro a chiusura ermetica.

Il processo richiede adeguata attrezzatura e un pò di esperienza.... ma per chiunque voglia cimentarsi in casa .... 
Buon Divertimento!

venerdì 25 gennaio 2013

CARNIVAL TIME - LE CHIACCHIERE

LE CHIACCHIERE DI CARNEVALE 
COME LA BUONA TRADIZIONE VUOLE, IN QUESTO PERIODO SU TUTTI I BANCHI DI PASTICCERIE E BAR SI VEDONO LE CLASSICHE CHIACCHIERE DI CARNEVALE, CHE RICHIAMANO GLI SGUARDI DEI TANTI GOLOSI ATTRAVERSO LE VETRINE ADAGIATE SU VASSOI ENORMI E DALLE FORME PIU' SVARIATE ....
PER CHIUNQUE VOLESSE CIMENTARSI IN UN TENTATIVO CASALINGO, NOI VI PROPONIAMO LA NOSTRA RICETTA.

Occorrente:

1 chilo di farina 00
4 uova
11 cucchiai di zucchero
Un bicchierino di cognac o rum
100 grammi di burro sciolto ma non caldo
Buccia di un limone grattugiato
Una bustina di vaniglia (ancora meglio se i semi di una bacca di vaniglia)
Un bicchiere (da vino) di latte
Un pizzico di sale
Un cucchiaino di lievito per dolci
Zucchero a velo (da spolverare sulle chiacchiere una volta fritte)

1/2 litro di olio di semi di Arachide (o olio di oliva) per la frittura

Come funziona:

Sulla spianatoia disporre la farina a montagnola, creando un cratere nel centro. Versare lo zucchero, il burro ammorbidito, le uova, i semi di vaniglia, la buccia di limone grattugiata, il latte ed il sale. Lavorare con la punta delle dita gli ingredienti umidi, amalgamandoli grossolanamente tra loro, incorporare mano a mano la farina, e aggiungete il liquore. Lavorare fino ad ottenere una massa liscia e omogenea, che pulisca il piano di lavoro e sia abbastanza elastica. Potete svolgere questo passaggio aiutandovi con un robot da cucina, mettendo nella ciotola tutti gli ingredienti insieme, appassionatamente. A questo punto, lasciare riposare per almeno un’ora così la pasta si ammorbidisce e potete stenderla con più facilità.

Con l'ausilio di un mattarello o di una macchina stendipasta lavorate la sfoglia affinché sia sottile il più possibile (ca. 3mm). Con la rotella dentata ricavare dei rettangoli di circa 5×10 cm, che inciderete al centro con un piccolo taglio; tutto ciò per migliorare la cottura ed aumentarne la fragranza.
Fate scaldare l'olio fino alla temperatura di 180 °C e versare poche alla volte le chiacchiere da friggere. Una volta dorate adagiarle su della carta assorbente per frittura e, quando raffreddate cospargere di zucchero a velo.
Se vi piace, potete aggiungere allo zucchero a velo, della cannella in polvere, esalterà ulteriormente il gusto delle vostre chiacchiere.

Come sempre ... Buon Divertimento dal G LAB !!!

Enjoy






venerdì 18 gennaio 2013

FALAFEL - ORIGINAL RECIPE


AVETE INTENZIONE DI PREPARARE QUALCOSA DI DIVERSO E NON SAPETE COSA ?
PRENDETE CARTA E PENNA O ANCOR MEGLIO SALVATE QUESTA PAGINA TRA I VOSTRI PREFERITI, E A DARVI DELLE DRITTE CI PENSIAMO NOI :)
OTTIMI COME ANTIPASTO MA ANCHE COME SECONDO DA SERVIRE A PRANZO.

DI ORIGINE EGIZIANA,I FALAFEL SONO MOLTO APPREZZATI DAI PAESI ARABI MEDIORIENTALI, SIA PER IL LORO GUSTO MOLTO SPEZIATO CHE' PER LA SEMPLICITA' DEGLI INGREDIENTI E PER LA FACILITA' DI PREPARAZIONE.
ECCO A VOI LA RICETTA ORIGINALE.


DI COSA AVETE BISOGNO: 
400 grammi di ceci; 
una cipolla tritata; 
un mazzo di prezzemolo; 
due spicchi di aglio; 
2 cucchiaini di cumino; 
un cucchiaino di coriandolo macinato; 
olio per friggere; 
un pizzico di pepe; 
sale quanto basta.


COME FUNZIONA:
Mettere i ceci in ammollo in acqua fredda per almeno 24 ore. Dopo averli scolati passare nel frullatore assieme alla cipolla, all’aglio, ad un mazzo di prezzemolo, ad un cucchiaino di coriandolo macinato, al cumino, un pizzico di pepe e di sale.
Frullare l’impasto fino a quando si ottiene un composto fine ed omogeneo comunque per un tempo non inferiore al mezzo minuto. Lasciare riposare il composto nel frigorifero per un’oretta circa in un contenitore ben chiuso in modo da evitare che l’impasto prenda il sapore del frigorifero.
Tolto l’impasto dal frigorifero ricavarne delle palline della grandezza leggermente inferiore a quella di un uovo. Scaldare quindi l’olio per friggere in una padella e fare dorare le polpette girandole con molta attenzione e cura in modo che non si rompano. Ogni polpetta dovrà restare nell’ olio per circa 4 minuti.

Una volta tolte dall’ olio bollente le polpette andranno passate sulla carta assorbente e fatte asciugare bene sulla carta. 
Non riempire la padella di polpettine altrimenti la temperatura dell’olio scenderebbe troppo velocemente. I felafel possono essere serviti sia caldi sia freddi, a piacere. 
In genere vengono serviti assieme a del pane tostato oppure su un letto di verdura.

Noi vi consigliamo di abbinarli con salsa allo yogurt, (preparata con 3 cucchiai di yogurt, 3 cucchiai di maionnaise ed il succo di 1/2 limone) e con cetriolini sottaceto.

Nota: potrebbe accadere che il composto, una volta frullato e messo in frigorifero, abbia una consistenza tale che non si riescono a formare delle polpette in quanto perdono di consistenza rompendosi: in questo caso è possibile aumentare la consistenza della pasta aggiungendo un pochino di farina. 
La consistenza dipende molto dal tipo di ceci che vengono usati per la preparazione dei felafel.

BUON DIVERTIMENTO DAL G LAB !


sabato 12 gennaio 2013

GASTROLAB-IDEE FINGERFOOD STYLE




Basta un tocco di creativita' e tutto sembra piu' bello e piu' buono.

PRALINE DI FORMAGGIO DI CAPRA RICOPERTE DI PAPRIKA, ERBA CIPOLLINA, FARINA DI COCCO, CURRY, FARINA DI MANDORLE, GRANELLA DI NOCCIOLE E ....
A VOI LA FANTASIA !
BUON DIVERTIMENTO :)

venerdì 11 gennaio 2013

UN ANTIPASTO SFIZIOSO - L' HUMMUS DI CICERCHIA


L'hummus è una deliziosa crema tipica del Medio Oriente; viene servita come "meze", ovvero piccolo antipasto da gustare prima delle altre pietanze. 
L'hummus viene preparato con ceci e tahina, una particolare pasta di sesamo, detta anche burro di sesamo, molto diffusa in Turchia e nel Vicino Oriente.
La particolarità dell'hummus di ceci è il suo sapore: delicato, per la presenza dei ceci  e della tahina, ma anche un po' asprigno, poiché alla preparazione viene aggiunto del succo di limone che conferisce il giusto equilibrio di sapori a questa ricetta. Lo si gusta al meglio con delle verdure crude.
Oggi però vi proponiamo una variante: L' HUMMUS DI CICERCHIA.


Ingredienti:
150 gr di cicerchia decorticata (pesata cruda)
1  pezzetto di alga kombu 
3 cucchiai di semi di sesamo
Zenzero fresco 1 cm
Sale, masala indiano
Olio extravergine d’oliva,
Salsa di soia


Procedimento:
La cicerchia decorticata non ha bisogno di ammollo, basta lavarla bene e cuocerla in acqua con un pezzetto di kombu. Salare a fine cottura. In circa 30 min sarà cotta.
Scolarla, conservando l’acqua di cottura.
Nel tegame di cottura aggiungere i semi di sesamo, lo zenzero tagliato a piccoli pezzi, il sale, le spezie e poca salsa di soia.
Frullare con il frullatore ad immersione, aggiungere l’acqua di cottura sino ad ottenere un composto morbido e cremoso.
Se dovesse risultare troppo morbido basta rimettere la pentola sul fuoco pochi istanti.
Assaggiare e aggiustare il sapore assecondando i propri gusti personali. Si consiglia di prepararla il giorno prima e conservarla in frigorifero, si addenserà e i sapori si amalgamano meglio.
Prima di servirla, ammorbidirla con un cucchiaio ed un goccio di olio di Oliva
Provate questa variante ..... la cicerchia è più delicata dei ceci.
A voi la scelta e come sempre ... Buon Divertimento!





martedì 8 gennaio 2013

DATTERI RIPIENI CON MASCARPONE E NOCI


Ecco un' idea per smaltire alcuni dolci che vi sono avanzati durante il periodo natalizio, i Datteri ripieni al Mascarpone e Noci. Un dessert semplice, veloce nella preparazione e dal costo veramente ridotto.

Ingredienti:
24 datteri
100 gr di mascarpone
50 gr di zucchero a velo
½ cucchiaio di cannella in polvere
Necessari:
sac à poche
Persone: 4


I datteri con il loro gusto dolce sono perfetti da mangiare a fine pasto. Un modo ancora più goloso per gustare questo frutto è prepararli ripieni di mascarpone e noci.
Amalgamate ben lo zucchero a velo e il mascarpone, aggiungendo anche un cucchiaino di cannella in polvere. Aprite a metà i datteri e privateli dei loro noccioli.
Mettete il composto di mascarpone in una sac à poche, riempite i datteri e decorate ciascuno di essi con mezzo gheriglio di noci.

Lasciateli raffreddare in frigo almeno due ore prima di servirli.
Un piccolo segreto per rendere i vostri datteri ripieni di mascarpone e noci ancora più prelibati: aggiungete alla farcitura un bicchierino di rhum o limoncello.
Buon Divertimento !





martedì 25 dicembre 2012

CAPODANNO 2012 AL G LAB



Pensa ad una serata tra amici, aria di festa, buon vino, ottimo cibo, un ambiente esclusivo ... e' la notte di 
San Silvestro del GLAB !!!


Concediti un cena per l'ultimo giorno dell' anno all' insegna dello stile, buon gusto, ottimo food, in compagnia delle giuste persone....

BUON CAPODANNO 2012 AL G LAB








sabato 17 dicembre 2011

LE RICETTE A KM 0 DEL GLAB

FILETTO DI SGOMBRO DELL'ADRIATICO CON CARCIOFO FRITTO DI GALATINA E SCHIACCIATA DI PATATE ALLA MEDITERRANEA

STAGIONE: AUTUNNO - INVERNO

IL RISTORANTE: G LAB - GASTROLABORATORIO


INGREDIENTI PER UNA PERSONA: UNO SGOMBRO DI CA 250 gr, 1 CARCIOFO VIOLETTO DI GALATINA, 100 gr DI PATATA NOVELLA SIEGLINDE DI GALATINA, 40 gr DI OLIVE NERETINE IN SALAMOIA, 3 POMODORINI (GUARNIZIONE), OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA, ERBA CIPOLLINA, CAPPERI, PREZZEMOLO, AGLIO, SALE, PEPE NERO, 50 ml DI OLIO DI SEMI PER LA FRITTURA

PREPARAZIONE: IN UNA PENTOLA FAR BOLLIRE LE PATATE,FINCHE' NON SIANO LESSE. SBUCCIARLE ANCORA CALDE E SCHIACCIARE CON UNA FORCHETTA.INCORPORARE LE OLIVE NERETINE(DENOCCIOLATE),I CAPPERI,IL PREZZEMOLO E L'ERBA CIPOLLINA TRITATI AL MOMENTO, L'OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA, DEL SALE E PEPE NERO MACINATO FRESCO.
LAVARE E MONDARE IL CARCIOFO FINO ALLE FOGLIE TENERE E TAGLIARE FINEMENTE A JULIENNE, CONSERVARNE IL GAMBO CHE SERVIRA' PER LA SALSA. SCALDARE L'OLIO DI SEMI A 180 °C, FRIGGERE LA JULIENNE DI CARCIOFO PRECEDENTEMENTE ASCIUGATA E CONSERVARE IN CALDO.
SFILETTARE LO SGOMBRO AVENDO CURA DI ELIMINARE ANCHE LE SPINE PIU' PICCOLE E RICAVARNE I DUE FILETTI.SCOTTARE IL PESCE (3 MIN. PER LATO) IN UNA PADELLA BEN CALDA CON UN FILO D'OLIO DI OLIVA ED UNO SPICCHIO D'AGLIO IN CAMICIA.
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COME IMPIATTARE: RIEMPIRE UNO STAMPINO DI ALLUMINIO CON LA SCHIACCIATA DI PATATE E PREMERE CON UN CUCCHIAIO FINO AD OTTENERE UN COMPOSTO OMOGENEO. CAPOVOLGERE LO STAMPINO AL CENTRO DEL PIATTO. POSARE I FILETTI APPENA SCOTTATO SULLE PATATE, E CON IL CARCIOFO FRITTO CREARE UNA CUPOLETTA SUL PESCE. CON UN CUCCHIAIO DISPORRE LA SALSA SU UN LATO DEL PIATTO, DECORARE CON DELLE OLIVE NERETINE E CON I TRE POMODORINI APPENA SCOTTATI NELL'OLIO DI FRITTURA. QUALCHE GOCCIA DI OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA TUTT'INTORNO.

LA DRITTA DELLO CHEF: 
-PROVATE QUESTO PIATTO CON LA SEGUENTE VARIANTE: SALSA AL NEGROAMARO
INGREDIENTI PER LA SALSA : 250 ml DI NEGROAMARO DEL SALENTO, 2 SP. DI AGLIO, 1 SCALOGNO, ALLORO, OLIO EXTRA VERG. DI OLIVA, TESTA E SPINA DELLO SGOMBRO, GAMBO DEL CARCIOFO.
IN UNA CASSERUOLA SCALDARE L'OLIO VERSARE AGLIO IN CAMICIA, SCALOGNO, ALLORO, I RESTI DEL PESCE ED IL GAMBO DEL CARCIOFO. UNA VOLTA ROSOLATO IL TUTTO, VERSARE IL VINO E LASCIARE RIDURRE DI 2/3. OTTENUTA LA RIDUZIONE, MUNIRSI DI COLINO A RETE SOTTILE E FILTRARE LA SALSA, AGGIUSTARE DI SALE E PEPE, ED EMULSIONARE CON UNA FRUSTA O ANCOR MEGLIO CON UN MIXER AD IMMERSIONE.
-PER NON FARE ANNERIRE I CARCIOFI, PRIMA DI MONDARLI, PREPARATE UNA CIOTOLA CON ACQUA, SUCCO DI LIMONE SPREMUTO FRESCO E FARINA E MESCOLATE. IMMERGETECI I CARCIOFI E QUANDO LI TIRATE FUORI SARANNO BIANCHISSIMI.
-AFFINCHE' LE CARNI DELLO SGOMBRO RIMANGANO TENERE, SCOTTARE 3 MIN. PER LATO E TENERE IN CALDO.
-PER CONTROLLARE LA COTTURA DELLE PATATE "LESSE" USARE UNO STECCONE E DI TANTO IN TANTO INSERIRLO NEL TUBERO. SOLO QUANDO LO STECCONE ARRIVA FINO AL CENTRO, LE PATATE SARANNO PRONTE!

giovedì 28 aprile 2011

Scopri il nuovo GLAB!!!


Un Ristopub dal nome piuttosto insolito che deve il suo nome all’anima anglosassone che lo caratterizza.
Aperto dalle 19, G Lab offre un ricco menù per cenare e per soddisfare diverse voglie gastronomiche, ideale per chi ha voglia di evadere dalla routine della classica cucina.
La sua cucina infatti attinge dalle tradizioni italiane e internazionali creando una miscelanza di sapori che deliziano il palato. La cura per la presentazione del piatto e’ un must nel G Lab, pietanze tradizionali diventano note creative di avanguardia. Ma la sua cucina e’ questo e molto altro, affianco alle insolite prelibatezze si possono infatti gustare deliziose baguette farcite, gourmet hamburger, tripli club sandwich,tipici hot dog inglesi, piadine dalla forma originale e altre prelibatezze tipiche di un pub…il tutto accompagnato dalla fantastica birra Gordon!
Posto ideale per gli amanti della live music e non solo……la programmazione delle serate varia durante la settimana, orientandosi su serate di puro divertimento con il cabaret,  cocktail party con dj set, live music con cover band, ricercata musica balcano-funky prodotta dagli affascinanti strumenti di musicisti locali e perche’ no serate dedicate agli esilaranti quiz di Dr Why. Tutto cio’ e molto altro ancora caraterizzano il week end di questo originale ed anticonformista ristopub.

Aperto tutti i giorni dalla 19 alle 2. Chiuso il martedi